LA PERCEZIONE
CHE SUGGESTIONE TI DA QUESTA IMMAGINE?
I colori ti aprono il respiro, nella tua mente echeggia il suono del loro nome: “mirtilli”, in bocca senti il sapore aspro della polpa, l’odore acre e selvaggio di sottobosco ti accende ricordi di passeggiate con il nonno?…
Di cosa sto parlando? … Di percezione.
Cosa intendo con Percezione?
Si tratta del nostro mondo interiore, di tutte le memorie ed esperienze che abbiamo fatto da quando eravamo ancora nel ventre materno ad oggi.
Siamo abitati dentro da un universo di dati sensoriali pressoché incalcolabile.
Ti sembra un’affermazione un po’ esagerata?
Lo so, ma è così: percepiamo il mondo attraverso i nostri organi di senso fisici e ne tratteniamo memoria. E questo accade a partire dalla nostra gestazione.
Quando siamo ancora nella pancia della mamma, dai due ai quattro mesi e mezzo di gestazione, abbiamo già formato tutti i nostri ricettori di senso - tranne l'occhio che ultima il suo processo solo dopo la nascita.
E quando veniamo alla luce... Wow, che sorpresa!
Abbiamo scelto di nascere in un mondo magnifico dove regnano sensorialità ed emozioni, tutte da scoprire e sperimentare, incessantemente attive.
Ti ricordo qualcosa di quei primi momenti: per la maggior parte dei neonati il passaggio dal ventre della mamma alla vita significa dal "silenzio" al frastuono, dal buio alla luce, dalla morbidezza e accoglienza del liquido amiotico all'attrito della gravità e degli indumenti. A qualcuno va un po' meglio ad altri un po' peggio ma il cambio di stato è forte per tutti.
Da lì gli stimoli sono incredibili: enormi occhi languidi ed emozionati nei quali ti perdi stupito, braccia così grandi da avvolgerti completamente, odori che ti fanno sentire a casa ed altri che ti fanno avvertire pericolo. Voci famigliari e suoni sconosciuti, fili d'erba che ti accarezzano il viso e oggetti stranissimi da poter toccare, assaggiare, annusare. Poi un giorno sfidi la gravità e il tuo mondo sensoriale si amplia ad ogni tuo passo. Il mare, il vento, la neve... Scrosci di emozioni costanti maneggiate da giganti.
... Scommetto che leggendo avrai sentito muoversi emozioni, rapito per un attimo da un altro mondo...
E così che funzioniamo, esperienza dopo esperienza, attraverso il tuo corpo e le parole che lo descrivono, hai imparato a conoscere il mondo e a riconoscerlo.
Cosa significa che lo riconosciamo? Gli stimoli sensoriali con i quali sperimentiamo il mondo, vengono trattenuti in memoria in modo da non dover ricominciare ogni volta da capo a sperimentarlo.
Le memorie trattenute sono sensoriali ed essendo tali, ci guidano in automatico nell'azione.
Es: se ho sete è la mia mappa interiore (sensoriale) che mi guida in automatico a fare tutti i movimenti e passaggi necessari per esaudire quella mia necessità.
Es: ti ricordi quando hai imparato a guidare? Quanti gesti inutili o errati hai fatto? Eppure oggi sali in macchina e con due mosse sei già alla guida. Da tutte le esperienze fatte che restano inserite nella tua bolla di memoria che si titola "guidare la macchina" estrapoli in nanosecondi un riassuntissimo che sia funzionale per farti agire in automatico.
Questo significa che da tutte le memorie inserite nel mio mondo percettivo - che chiamo BOLLE- organizzo delle MAPPE fatte di pochissimi elementi che mi permettono di agire senza perdermi in movimenti inutili.
La Sensorialità percettiva.
Le memorie sono perciò delle vere e proprie sensorialità interiorizzate. Quando richiamiamo una memoria, vediamo immagini, udiamo suoni e voci, risentiamo odori e profumi, proviamo sensazioni.
Le prendiamo per vere al punto da attivare il nostro corpo: ridiamo, piangiamo, avvertiamo sintomi fisici. La percezione guida e tu rispondi, esattamente come se stessi osservando uno specchio: il corpo, le emozioni, i gesti e i comportamenti rispondono all’istante seguendo perfettamente il riflesso rimandato dal nostro schermo interiore.
Riassumendo: Percepiamo il mondo attraverso i nostri organi di senso fisici e ne tratteniamo memoria. Ogni volta che richiamiamo una memoria, accediamo al nostro mondo percettivo che è anch'esso fatto di sensorialità ma, in questo caso, interiorizzate. La percezione è il tuo personale mondo interiore, ed è un vero e proprio mondo, assolutamente reale e concreto, proprio perché è sensoriale: rispondiamo alle nostre memorie come se quello che stiamo percependo, stesse accadendo nel qui e ora.
La Percezione crea: emozioni, stati ipnotici, convinzioni che sembrano oggettive, identità, movimento, comportamento, la qualità delle relazioni, realizzazioni e fallimenti. Questo mondo sensoriale interiore ci guida nella vita in ogni nostro pensiero, emozione, azione e reazione fisiologica.
Il corpo, reagisce al nostro mondo percettivo: la maggior parte delle attivazioni che ci inducono sintomi fisici, vengono risvegliate dal nostro mondo percettivo.
Ed è per questo che, a partire da uno stesso evento, ogni singolo individuo potrà attivare tessuti ed organi diversi - il sentito è personale!
Che ci piaccia o no, che lo riconosciamo o meno, il nostro mondo percettivo, cioè il nostro modo di reagire agli eventi, crea e mantiene la Società in cui viviamo.
Sperimentiamo.
Hai bisogno di allenarti per renderti conto della sensorialità delle tue memorie. E’ qualcosa che sperimenti costantemente, ma che accade in modo così automatico da non farci caso. Occorre imparare ad osservarlo al rallentatore di modo da poterlo riconoscere e gestire quando serve. Gestire nel senso di scegliere in che modo usare a nostro vantaggio tale qualità percettiva.
Inizia pensando a cose semplici tipo: la mia casa, auto, compagna/o, albero nel vento, sole estivo, ghiaccio, amico... eccetera. Soffermati su ogni pensiero che ti passa per la mente, osservandone i segmenti più semplici, cogliendo per ogni segmento tutto ciò che lo riguarda e ti accorgerai di richiamare ogni volta immagini, suoni, voci, odori, sensazioni. Farai esperienza che davvero ogni briciola percettiva è sensoriale.
Penserai che ti sto chiedendo qualcosa di banale e anche troppo semplice, ma visto in prospettiva, non lo è affatto.
Ti sto chiedendo di allenarti a prendere confidenza con il linguaggio del tuo mondo percettivo a partire dalle lettere dell’alfabeto, di modo che quando avrai a che fare con la lettura del libro della tua vita, non rimarrai in scacco dei suoi capitoli più dolorosi perché ne potrai riconoscere la struttura, lo schema, l’immaterialità.
Occorre che ti prenditi il tempo per farne esperienza e imparare ad approccialo come un gioco.
Conoscersi non è un lavoro, se lo scegli può essere un gioco: stai giocando a conoscere te stesso.
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