LA RETE
Una rete è, per definizione, un insieme di linee che si intersecano formando un intreccio interconnesso.
Quando si parla di rete di esseri umani, s'intende la possibilità di contare uno sull'altro a diversi livelli, avendo esperienze e caratteristiche diverse.... Avere un pensiero unico sarebbe come essere tutti ammassati in un unico punto senza possibilità né senso nell'estendere la rete. Altro è avere un obiettivo comune che si può raggiungere grazie al contributo creativo di tutti.
Esseri umani in rete diventa così uno scambio di informazioni e creatività che può assumere un volume impressionante... pensalo come un social che non passa dal computer.
Condividere idee, intuizioni, scoperte e sperimentazioni permette di amplificare la conoscenza e la creatività di tutti.
Inoltre una rete di esseri umani da sicurezza: se qualcuno "cade" la rete lo sostiene. Non è il fine ma il suo effetto.
Mantenere memoria del passato, ritrovare le nostre radici umane, è il primo passo per apprendere dalla storia e non cadere più negli stessi errori...
Il problema è che, sebbene di reti ne nascano come funghi, quasi nessuna porta ai risultati desiderati...
In effetti una rete non ha di suo un'accezione né positiva né negativa poiché può vestire entrambi gli opposti.
Penso che la riflessione debba partire da questo presupposto...
Come può quindi nascere una rete che sia positiva e di qualità, cioè che abbia le caratteristiche per portare a termine l'intento per cui è nata?
Questa pagina vuole essere una riflessione, proporre osservazioni che portino maggiore chiarezza, un incentivo perché un giorno una rete fatta di Esseri Umani si possa davvero abitare in modo stabile.
Durante il delirio del 2020, culmine di un delirio già preesistente, sembrava che ci fossero tutti i presupposti perché potesse accadere, ma così non è stato.
Non importa, io non mi arrendo...
Se qualcosa è buono e giusto ma non funziona c'è sempre un motivo, qualcosa da osservare e da modificare, qualcosa che davamo per scontato e che scontato non era.
Altrimenti non si spiega come mai, al primo colpo di vento, una "rete" svanisca o cambi "inaspettatamente" direzione.
Da dove arriva quel colpo di vento? In che modo riesce a mandare tutto all'aria?
Il chi si evidenzia facile: chiunque faccia parte di quella rete. Il perché è presto detto: una rete nasce da dentro!
Per spiegarmi uso come esempio la Comunità che in fondo racchiude un po' tutti gli ambiti del sociale.
C'è una trappola in origine che non dipende dalla parola stessa ma da come l'umanità l'ha riempita ristrutturandone il significato: abbiamo confuso il termine comunità con il termine società, seppur specificandola come "nuova".
Sono due mondi molto distanti che le comunità emergenti hanno tentato di fondere, fallendo o "cambiando rotta" cioè trasformandosi in attività commerciali. Il tentativo è stato quello di organizzarle adottando delle regole che fossero "diverse" dalla vecchia società. L'intento era di rieducarci ad una convivenza più sana e naturale...
Ora però una domanda: mettersi in ascolto dell'altro, nel rispetto dei suoi tempi e pensieri, lasciandogli il tempo di ascoltarsi lui per primo, e dando il tempo a te stesso e agli altri di comprendere (cum- prehendere: portare dentro, includere) le parole, i gesti e le emozioni che nascono, è qualcosa che nasce dal Bastone della parola o da chi lo tiene in mano? La comunicazione non violenta, è una modalità bellissima... ma c'è bisogno di studiarla?
Dovrebbe essere qualcosa che nasce da dentro, che accade in modo naturale... una comunità dovrebbe nascere in modo spontaneo, come avviene nel concepimento: non si può volere un figlio, ma inizia il suo percorso grazie a due forti energie vitali che s'incontrano e danzano insieme.
Esseri umani che sentono e scelgono di Essere Umani non avrebbero bisogno di dettare regole, perché il comportamento adeguato, la modalità per condividere spazi, responsabilità, gioie e compiti, nascerebbe spontanea. Ciò che non è spontaneo diventa una forzatura e dopo un po', giustamente, crolla.
E anche se è triste ammetterlo, è bene che sia così, altrimenti non potremmo vedere cosa manca per produrre cambiamento.
Per dirla in qualche modo, la Nuova Società è stata abitata da una Vecchia Umanità, mossa da qualcosa che non centra nulla con l'intento dichiarato. Dietro ad un intento, spesso c'è un bisogno che, se non visto, fa fallire l'intento.
La nuova domanda a questo punto è: dietro l'intento che dichiari di avere, qual è il tuo - percettivamente- vero bisogno?
Non giudicarti, solo renditi disponibile a vederlo. In fondo è presente in tutti, ognuno ha il suo, dettato dalla sua personalissima storia, mantenuto dalle sue ancor sanguinanti ferite.
Quel bisogno nascosto che non viene dichiarato nemmeno a se stessi, è la chiave per comprendere come mai i gruppi si aggreghino sostenendo nobili intenti e poi si disgreghino spesso in modo violento e irrispettoso.
Alcuni esempi di possibili bisogni
1. C'è chi cerca famiglia e quando gli viene chiesta una posizione alla pari, si sente tradito ed abbandonato. La furia è quella di un bimbo disperato ma che, essendo adulto, può fare anche molto male.
2. C'è chi cerca riconoscimento e quando non lo trova -facile, perché da quella posizione si sente costantemente giudicato- ritiene che non ci sia rispetto né gratitudine.
3. C'è chi cerca riscatto e nel tentativo di essere oltremodo presente e di sostegno, soffoca ogni altra iniziativa. Reagirà nel ruolo di vittima incompresa.
4. C'è chi ha il terrore di non farcela e la paura per la sopravvivenza lo spinge ad aderire al gruppo ma quando si accorge che non è così semplice, alla prima difficoltà, si defila sottovoce.
...Niente che abbia la forza per sostenere una comunità.
OSSERVA IL TUO BISOGNO NASCOSTO
Osservalo, è la via d'uscita perché ci permette di:
- ripulire il nostro intento e seguirlo,
- di riconoscere quando si affaccia un nostro bisogno, cioè una vecchia ferita
- di attraversarle diventando, ogni volta, un po' più interi.
- di riconnetterci col flusso della vita.
Una comunità di Esseri Umani, al di là di qualsiasi intento, è un movimento che rende onore alla vita.
Allora sì che si può definire una Società Nuova.
Ti lascio un'immagine tra le tante: un branco di pesci non ha bisogno di incontrarsi una volta alla settimana per concordare che mosse fare per attraversare l'Oceano. L'obiettivo è molto chiaro e condiviso. Conoscono le correnti e intuitivamente scelgono le vie di minor resistenza e agiscono di conseguenza muovendosi come comunità senza bisogno di una parola, né di un capo, né di regole né di leggi. Gli animali sono comunità, il corpo è una comunità, tutto si muove seguendo lo stesso intento: essere nel flusso della vita.
Un nuovo mondo nasce da dentro, la spinta che ne scaturisce è così intensa e grande che deborda, esce nel mondo per manifestarsi. Lì' incontra altri flussi che si stanno muovendo nella stessa direzione. Lì si inizia a co-creare attraverso piccole e grandi azioni quotidiane grazie alle quali ci alleniamo a manifestare la nostra umanità e a stimolarne l'espressione nell'altro.
E tutto diventa un crescendo esponenziale.
PROPOSTA:
Prova da ad uscire di casa vestendo la tua umanità ed osserva cosa accade in te e in chi incontri.
Ti faccio qualche esempio personale? Una mattina entro in un baretto e vedo il gestore molto cupo. In modo leggero lo saluto e gli dico "Hey, che succede... ma sei più arrabbiato o più triste?" In modo leggero, guardandolo negli occhi. Lui mi fa una battuta accogliente, si mette a ridere e tutto cambia in un attimo. Esco che sta ancora sorridendo. Una quasi sconosciuta si è occupata di lui e lui ha risposto, da essere umano ad essere umano.
Al supermercato la commessa alla cassa mi chiede se pago in contanti o con la carta. Le rispondo col sorriso ma in tono molto ma molto serio: "In contanti. Con la carta...NEANCHE MORTA!" Mi guarda un attimo sconcertata e poi esplodiamo in una risata condivisa. Le ho interrotto un copione quotidiano? Forse ho dato voce a un suo sentire? Non so, ma so che qualcosa è successo... da essere umano a essere umano.
Ti sembra sciocco? Io non credo. Magari solo per un attimo, ma la routine è saltata, l'umore di entrambi e di chi ci era attorno è cambiato, una nuova esperienza sensoriale si è archiviata nelle nostre memorie percettive, c'è stata condivisione di cuore tra sconosciuti...
Tante gocce d'acqua, ognuna con il suo ritmo e qualità, iniziano a vibrare insieme.
La frequenza si amplia, si diffonde, contagia. Niente in superficie è più come prima.
...Io penso che accadrà così, in modo semplice e diretto, che quella che è stata per millenni una tela di ragno,
si trasformerà in oro!
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